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La brillantatura chimica dell'alluminio

La superficie dell'alluminio, vista al microscopio, presenta una serie indefinita di picchi e valli.
La brillantatura chimica è un procedimento volto ad aumentare la specularità e la lucentezza dell'alluminio livellando le microscopiche asperità presenti sulla superficie dell'alluminio.

Il processo prevede l'immersione del materiale in una soluzione a base di acido solforico, acido nitrico e acido fosforico a circa 100°C. Per livellare chimicamente le imperfezioni della superficie è necessario che la soluzione in cui viene immerso il materiale abbia una "velocità di attacco" dei picchi più veloce che nelle valli; quando l'alluminio è posto in una soluzione di acido fosforico e acido nitrico ad alta temperatura, l'acido nitrico reagisce con l'alluminio fino a formare una pellicola di ossido di alluminio, pellicola che viene immediatamente dissolta dall'acido fosforico. Questa reazione avviene più velocemente nei picchi piuttosto che nelle valli perché, data la viscosità della soluzione, in queste ultime c'è meno agitazione.

Un limite del processo di brillantatura chimica è l'impossibilità di eliminare dalla superficie graffi, righe o imperfezioni di altro tipo; tale limite sottolinea la necessità di provvedere ad un appropriato procedimento di pulitura meccanica della superficie prima del vero e proprio processo di brillantatura.