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L'ossidazione dell'alluminio

L’alluminio è un metallo di colore argenteo che ha la straordinaria caratteristica, se opportunatamente trattato, di trasformare la sua superficie in uno strato di ossido di allumino poroso, trasparente, non friabile come il ferro (ruggine), ma duro, compatto, colorabile e pressoché inerte agli agenti atmosferici.

Tale trasformazione superficiale dell’allumino per via elettrochimica prende il nome di «anodizzazione», dato che il materiale viene collegato all’anodo (polo positivo) di appropriato sistema elettrochimico.
L’anodizzazione differisce da altri trattamenti quali verniciatura, cromatura, verniciatura... Mentre tutti questi trattamenti sono un riporto di materiali diversi sul materiale base, l’anodizzazione è una vera e propria modificazione della superficie del metallo stesso.

Il materiale che viene anodizzato solitamente è costituito da «leghe di alluminio»; ciò permette di abbinare la resistenza alla corrosione dell’alluminio puro, alle proprietà meccaniche di altri elementi chimici (alliganti); tali alliganti (magnesio, silicio, manganese, zinco, rame, …) non devono superare le percentuali massime tollerate per l’anodizzazione.

Alcune proprietà dell’ossido:

  • peso specifico: 4
  • densità apparente: 2,8 – 3,2 a seconda della porosità
  • punto di fusione: 2000 °C (contro i 660 °C dell’alluminio)
  • costante dielettrica: 8